1. Esiste una legge che consenta di parcheggiare l’auto a metano nei garage?

Le auto alimentate a metano – a differenza di altri gas – possono essere parcheggiate ovunque senza alcuna limitazione strutturale. Infatti, il Decreto 1 Febbraio 1986 del Ministero dell’Interno stabilisce, al punto 10.6, che: “il parcamento di autoveicoli alimentati a gas avente densità superiore a quella dell’aria, è consentito soltanto nei piani fuori terra non comunicanti con piani interrati”. Poiché il gas metano ha densità inferiore a quella dell’aria, la disposizione sopra citata consente quindi il parcheggio di veicoli a metano ovunque.

2. Che modelli di veicoli a metano sono disponibili sul mercato italiano oggi?

Vai alla sezione dei veicoli a metano per le autovetture o i veicoli commerciali.

3. Come si può confrontare l’effettiva convenienza del metano rispetto agli altri carburanti, dato che il metano viene venduto in kg e non in litri?

Innanzitutto occorre sapere che il metano viene stoccato a bordo del veicolo in forma gassosa e non liquida. Normalmente l’unità di misura del gas metano è il metro cubo. A causa delle particolari condizioni di erogazione del metano per auto (variazioni di pressione e temperatura), sono stati realizzati appositi dispenser omologati dal Ministero dell’Industria, Ufficio Centrale Metrico, che “pesano” il gas erogato. Di conseguenza l’unità di misura è il kg.

Equivalenze energetiche:

1 kg di metano = circa 1,5 lt. di benzina

1 kg di metano = circa 1,3 lt. di gasolio

1 kg di metano = circa 2,1 lt. di GPL

A parità di km percorsi, attualmente l’utilizzo del metano consente di risparmiare fino al 65% rispetto alla benzina, fino al 45% rispetto al gasolio e fino al 30% nei confronti del GPL.

4. A cosa sono dovute le variazioni di prezzo del metano per auto?

Il metano erogato presso gli impianti stradali viene prelevato dalla rete nazionale di distribuzione del gas naturale. Di conseguenza, fermo restando i costi di gestione del distributore, il costo del carburante risente delle variazioni dovute all’andamento del mercato energetico. Perciò in presenza di forti e continui aumenti o riduzioni delle quotazioni internazionali delle fonti energetiche di riferimento (petrolio, gas, ecc.), anche il metano per auto subisce aumenti o diminuzioni del prezzo al pubblico.

5. Perché non ci sono distributori di metano in alcune zone d’Italia?

L’attuale rete distributiva del metano si è sviluppata per iniziativa di piccoli imprenditori generalmente svincolati dalla rete dei carburanti tradizionali. Questo ha comunque portato alla presenza di un discreto numero di punti vendita specialmente in alcune regioni (es. Marche, Emilia Romagna, Veneto e Toscana) rispetto agli altri paesi europei. Va segnalato che recentemente anche il settore distributivo petrolifero ha progressivamente introdotto questo carburante fra i prodotti erogati negli impianti. Infatti il servizio sta continuando ad espandersi anche in aree precedentemente non coperte dalla rete distributiva metano come le regioni meridionali (v. pagina “Distributori“).

6. Ci sono distributori di metano all’estero?

Viste le sue proprietà ecologiche, il metano per auto si sta progressivamente sviluppando anche in Europa. Tra i paesi più “metanizzati” ci sono la Germania, la Svizzera, la Svezia e l’Austria. E’ possibile reperire l’elenco dei distributori nei vari paesi collegandosi al sito www.ngvguide.com.

7. Dove si possono reperire le guide contenenti gli elenchi dei distributori di metano con i relativi numeri di telefono e orari di apertura al pubblico?

In vendita presso i distributori stradali di metano auto sono disponibili le seguenti pubblicazioni: “Guida Metano – Atlante Stradale”, “Il Metanautista – Metano Facile” e “MetanAuto Italia Europa”.

8. Quanto si impiega a fare rifornimento di metano?

Attualmente i tempi di rifornimento sono molto simili a quelli dei carburanti liquidi. Con i moderni sistemi di erogazione bastano circa tre minuti per rifornire una vettura.

9. Perché da un pieno all’altro può variare l’autonomia del veicolo?

Una certa variabilità di percorrenza – a parità di pieno – è da considerarsi normale e non deve destare preoccupazione. Il gas caricato sui veicoli viene prelevato da una rete di metanodotti che, oltre a coprire il territorio nazionale, attraversa e raggiunge anche altri paesi europei ed extra-europei, il gas può perciò avere di volta in volta una provenienza diversa e quindi caratteristiche diverse di peso specifico e contenuto energetico. Queste caratteristiche influiscono sulla resa all’interno del motore e sulla percorrenza del veicolo.

10. È vero che trasformando l’auto a metano il motore perde potenza?

I veicoli alimentati a benzina sono progettati per sfruttare al meglio le caratteristiche di questo carburante. Quando un motore di questo tipo viene alimentato con un carburante diverso, in questo caso il metano, è necessario adottare opportuni accorgimenti per mantenere il più possibile le prestazioni originarie. I moderni kit di trasformazione prodotti da aziende specializzate del settore spesso in accordo con la casa costruttrice del veicolo, garantiscono prestazioni del tutto simili al funzionamento a benzina, pur mantenendo la possibilità di utilizzare entrambi i carburanti.

11. È vero che i veicoli a metano perdono spazio nel bagagliaio?

Ormai quasi tutti i modelli che vengono commercializzati di serie con alimentazione a gas metano (es. Fiat panda, Grande Punto, VW Caddy, Fiat Multipla, Doblò, Opel Zafira, Passat Station Wagon, ecc.) hanno le bombole per il metano posizionate nel sottoscocca, come il serbatoio della benzina. L’ingombro, generalmente, rimane per i veicoli trasformati, normalmente le bombole sono installate nel vano bagagli. Tuttavia, è possibile scegliere fra diverse soluzioni, vista la varietà di capacità e dimensione di bombole attualmente disponibili, per meglio adattarsi alle caratteristiche del bagagliaio ed ottenere sensibili risparmi di spazio a parità di autonomia. Una delle soluzioni, nelle trasformazioni, più interessanti, è quella di porre serbatoi, di diametro ridotto, sul piano di carico del bagagliaio, in modo che si rialzi leggermente il piano senza perdere la profondità dello spazio a disposizione, potendo continuare ad abbattere gli schienali dei seggiolini dei passeggeri posteriori, per eventuali necessità di carico.

12. A quali controlli periodici sono sottoposte le bombole di metano sugli autoveicoli?

Nel caso di acquisto di un veicolo nuovo, omologato dal costruttore:

Su questi veicoli, sono installate bombole omologate secondo il Regolamento ECE/ONU n. 110, che devono essere collaudate ogni 4 anni a partire dalla data di immatricolazione del veicolo. Le operazioni di collaudo vengono effettuate da officine specializzate (es. gli installatori di impianti a gas) con l’addebito della sola manodopera (il ricollaudo della bombola è gratuito) ed eventuali costi di trasporto secondario. Sono a carico dell’utente eventuali sostituzioni di valvole, raccordi o tubazioni, anche se molto difficilmente si verifica tale esigenza alla prima revisione bombole . Nel caso di un veicolo trasformato: generalmente vengono installate bombole omologate secondo la normativa nazionale, che debbono essere collaudate ogni cinque anni. Anche in questo caso, l’operazione viene effettuata direttamente dall’installatore, che farà pagare il solo costo di manodopera. Recentemente sono state introdotte anche sulle trasformazioni after-market, bombole di tipo R110, in questo caso debbono essere installate valvole adeguate alla norma ed il periodo di validità è di 4 anni a partire dalla data di installazione, se le bombole sono nuove, oppure dalla data di ricollaudo posta si serbatoi se sono revisionate.

Qualora, nelle operazioni di collaudo, la bombola non sia ritenuta idonea, il costo della sostituzione è gratuito in quanto coperto dalla Gestione Fondo Bombole Metano dell’Eni, che provvede – fra l’altro – alla copertura assicurativa per eventuali danni dovuti all’utilizzo delle bombole, valida su tutto il territorio nazionale.

13. È vero che il metano per auto è pericoloso?

Il metano non è un gas tossico e la sua molecola (CH4) è tra le più semplici e stabili in natura, per questo motivo non tende a formare composti con altre sostanze nell’atmosfera. La sua temperatura di autoaccensione è doppia rispetto ai combustibili liquidi, e questo riduce notevolmente il rischio di incendio.

A differenza di altri gas come il GPL, il metano, inoltre, ha densità inferiore rispetto all’aria, quindi, in caso di perdite, tende a volatilizzarsi e a salire verso l’alto, senza ristagnare a terra e senza dare luogo a pericolose concentrazioni. Per questo motivo è consentito il parcheggio dei veicoli alimentati a metano in tutte le autorimesse, anche interrate, senza alcuna limitazione strutturale in ordine alla collocazione del livello di piano del parcheggio, come sancito dal Decreto Ministero Interno 01/02/86 (G.U. n. 38 del 15/02/86).

Il metano è contenuto in appositi serbatoi ad una pressione di esercizio di 200 bar. Tali serbatoi sono però collaudati ad una pressione di 300 bar e progettati per resistere ad una pressione di almeno 450 bar. In Italia, una apposita istituzione diretta dall’Eni, la G.F.B.M. (Gestione Fondo Bombole Metano), provvede al controllo periodico dei serbatoi, alla loro sostituzione gratuita, se deteriorati o scaduti, e all’assicurazione contro gli eventuali rischi derivanti dal loro uso.

Il metano, inoltre, essendo fornito principalmente attraverso una estesa rete di metanodotti, non richiede, se non in alcuni casi, il trasporto con automezzi pesanti, limitando così fortemente il rischio di incidenti sulle strade ed annullando totalmente il rischio di mancato approvvigionamento dei distributori.

Infine, dato che in Italia il metano viene utilizzato come carburante fin dai primi anni ’30, è una soluzione ormai collaudata e sicura.

14. È possibile trasformare a metano un veicolo diesel?

Attualmente alcuni costruttori hanno creato appositi kit di trasformazione detti “dual-fuel”, per il doppio funzionamento diesel-metano, per cui è possibile installare impianti a metano sia su alcuni veicoli leggeri che pesanti.

Inoltre sono commercializzati veicoli pesanti nuovi “dual – fuel”, sia da VOLVO che da IVECO, senza contare quelli già da anni venduti sia per la raccolta dei rifiuti che per il trasporto pubblico alimentati monofuel a metano.

15. Cosa bisogna fare per aprire un distributore di metano?

L’apertura di un distributore di metano, sia come nuovo impianto, che come potenziamento di un distributore di carburanti esistente, presuppone innanzitutto la disponibilità (per proprietà o locazione) di un’area idonea. Premesso ciò, l’iter da seguire è essenzialmente il seguente:

a. Verificare che nelle immediate vicinanze del distributore (o dell’area su cui si intende costruire il distributore) vi sia la possibilità di un allacciamento alla rete di metanodotti e contattare il proprietario della suddetta rete per verificare possibilità, costi e tempi di allaccio;

b. Informarsi sulle norme regionali e comunali vigenti in materia di distribuzione carburanti, anche contattando il proprio Comune o la Regione, per verificare tutti i requisiti e criteri previsti per la realizzazione di nuovi impianti o per il potenziamento con metano di impianti esistenti;

c. Contattare le ditte costruttrici di impianti per avere un preventivo di spesa (a tale proposito si possono consultare i siti www.ngvsystem.com e www.progettometanauto.com);

d. Chiedere al Comune la concessione edilizia per la realizzazione delle

opere necessarie e, a lavori ultimati, il collaudo dell’impianto al fine di ottenere l’autorizzazione alla vendita.


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